COPPELIA DI ALEXEI RATMANSKY

Franz e Swanilda in in Coppelia

Uno splendido balletto Coppelia di Alexei Ratmansky  una godibilissima nuova produzione creata per il Teatro alla Scala, una prima assoluta  che ha aperto la  Stagione di Balletto 2023-2024. L’opera è stata rappresentata per la prima volta nel 1870 all’Opéra di Parigi con la splendida musica di Léo Delibes, che la porta ad essere considerata  tra i capolavori di repertorio. Sul podio Paul Connelly a dirigere l’Orchestra della Scala.

Una nuova coreografia,  difficile che ricalca i canoni dell’edizione originale, ma con una rilettura moderna carica di coloriture stilistiche che sottolineano le armonie di questo capolavoro.

L’azione si svolge in Galizia, attualmente una regione dell’Ucraina,  dove Ratmansky è cresciuto. Questo gli ha ispirato costumi ucraini e danze folkloristiche portate in scena da Jérôme Kaplan,  con le luci di Marco Filibeck. 

La storia narra di Coppelius un eccentrico che dedica la sua vita a creare bambole e che vuole trasformare un automa, Coppelia,  in una ragazza dalle sembianze umane. Ma è Swanilda, fidanzata con Franz, il centro dell’azione che, con la sua intelligenza e la sua risolutezza, ci insegna a guardare oltre soprattutto in amore.

Foto Brescia Amisano

Martina Arduino, porta in scena una ragazza energica versatile e volitiva che incanta il pubblico per le sue doti artistiche comiche e interpretative Marco Agostino è Franz, il ragazzo ingenuo e impeccabile, che incanta con la sua tecnica ed i suoi salti coadiuvati da una ricchezza di coloriture e sfumature stilistiche e coreografiche. Insieme i protagonisti portano la recitazione a dei livelli di grande intensità, rapiscono il pubblico che ricambia con costanti ovazioni. Massimo Garon è il perfido Coppelius, Vittoria Valerio spicca nella variazione allegorica.

Il Corpo di Ballo sempre all’altezza dell’azione.

Ho apprezzato per due volte questo capolavoro la prima con la coppia Nicoletta Manni,Timofej Andrijashenko e Christian Faggetti nei panni di Coppelius. La seconda con Martina Arduino e Marco Agostino in entrambi i casi i ballerini hanno dato delle interpretazioni personali e godibilissime. Uno spettacolo divertente con un secondo atto strepitoso che non può che ammaliare per la trama, la versatilità, la completezza e l’attualità del tema.

Foto mgp_photographer

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